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LA BORGATA DI MONTEGROSSO frazione di ANDRIA

(Beatrice Andriano Cestari in “Le Edicole sacre di Andria” Sveva editrice). 

A 18 Km dalla città, nel cuore delle Murge, si trova il borgo di MONTEGROSSO (Frazione di ANDRIA).

La Borgata di Montegrosso, di appartenenza alla città di Andria, è un centro agricolo ai piedi delle Murge sviluppatosi agli inizi degli anni '30 auspici il Ministero dell'Agricoltura e l'Opera Nazionale dei Combattenti, completata negli anni '50 dall'Ente Riforma su un villaggio già esistente che in epoca precedente fu centro di raccolta e deposito della produzione cerealicola della zona.
Anticamente Montegrosso fu zona di Transumanza, infatti il Tratturello Canosa-Ruvo toccava: Canosa di Puglia, Andria, Corato, Ruvo di Puglia attraversando Monte Carafa e Montegrosso quasi a metà strada tra Andria e Castel del Monte.
Un affresco murale esistente nel palazzo ducale della borgata testimonia questa pagina di storia del passato.


Attualmente la borgata di MONTEGROSSO è abitata da famiglie di agricoltori, conserva un palazzo rinascimentale del Duca Belgioioso originariamente costituito da unico piano chiamato “torre”, oggi si presenta a due piani, all'interno del quale è conservato, come si è detto, un affresco che attesta le proprietà del Duca.

 

RELAZIONE SULL'AFFRESCO ESISTENTE IN MONTEGROSSO

 


(foto di Stella Confalone)

Pur nella sua anomalia, l'affresco conservato sulla parete di una delle stanze del palazzo posseduto in Montegrosso dai duchi di Belgioioso, costituisce un esempio della coeva produzione cartografica dei compassatori operanti a vario titolo, nei territori soggetti alla giurisdizione della Dogana delle pecore di Puglia. Tra essi, appunto, andava annoverato il feudo qui raffigurato, che rientrava nella categoria degli “erbaggi straordinari insoliti”, adoperati dalla magistratura foggiana nei periodi di più intenso afflusso di greggi transumanti.

“Pubblico compassatore della città di Andria”, l'Antolini trasferisce sulla parete i risultati dei rilievi propri delle misurazioni dei compassatori doganali e su tale canovaccio inserisce gli elementi più propriamente descrittivi.

In primo luogo con una serie di linee spezzate ed il tratteggio individua le sinuosità del territorio premurgiano. Lo stato di conservazione dell'affresco non consente, purtroppo, di valutare adeguatamente le pur visibili variazioni di colore, che potrebbero rappresentare un tentativo di individuare i mutamenti della sua vegetazione, spontanea e coltivata. Più leggibile risulta la simbologia utilizzata per la flora arborea che copriva tutto il settore nord-orientale del territorio, intorno all'insediamento di di Montegrosso dominato da un torrione. Poco più in alto, sempre tra gli alberi, si individua la cosiddetta “torre vecchia” e sul rilievo prospiciente, la chiesa di S. Pietro, di cui restano attualmente i ruderi. Nella valle sottostante si riconosce, in visione prospettica, lo “iazzo” o posta di Montegrosso e presso l'omonimo insediamento, una “pescara” per abbeverare gli armenti.

La raffigurazione di altri due “iazzi”: quello di Caratello (lungo il confine sud-orientale) e lo “iazzo d'uovo” (presso quello meridionale), fornisce un'ulteriore conferma dell'importanza dell'allevamento transumante per l'economia del territorio rappresentato.

(Trascrizione e testo redatti dalla dott.ssa Maria Carolina Nardella Archivista di Stato – ricercatore storico-scientifico presso l'Archivio di Stato di Foggia )

 

LETTURA DELL'AFFRESCO (trascrizione del testo inserito in esso)

1699 febbraio 20, Montegrosso  

PIANTA D[EL FEUDO] DI MONTEGROSSO DELL'ECCELLENTISSIMI SIGNORI QUARTI DE / DUCHI DI BELGIOIOSO, PADRONI DI LAURONZANA E DEL VAGLIO, COM / PASSATA DA ME SOTTOSCRITTO RICCARDO ANTOLINO, PUBLICO / COMPASSATORE DELLA CITTA' D'ANDRIA AD ISTANZA DELLI SOPRADETTI ECCELLENTISSIMI SIGNORI QUARTI, E DETTO FEUDO L'HO RITROVATO ALLA / MISURA D'ANDRIA CARRA SESSANTADUE E VERSURE OTTO / CONFORME APPARE ALLA PRESENTE PIANTA, ONDE IN FEDE, ECC. MONTE / GROSSO LE 20 FEB(BRA)RO 1699.
RICCARDO ANTOLINI PUBLICO COMPASSATORE.

 

Le foto dell'affresco sono di Stella Confalone; le foto paesaggistiche sono di Michele Guida.

 



 

 

   

Proverbio andriese del giorno:

 

Nuova cartografia di Andria








 
 
 
 
 
 
 
 

 

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