Associazione Turistica Pro Loco Andria
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I SANTUARI DELLA CITTA' DI ANDRIA

a cura di Zingaro Maria Paola, dott. Lorizzo Flora, dott. Lorusso Barbara.

Santuario del SS. Salvatore
Santuario della Madonna dell'Altomare
Santuario di Santa Maria dei Miracoli

Santuario del SS. Salvatore. Posto a 2 km circa dall'abitato sorge sul sito in cui nel X-XI sec. esisteva una piccola chiesa intitolata a Santa Maria di Trimoggia, cosiddetta dall'antico villaggio posto nelle vicinanze. Sembra che ancor prima vi sorgesse la laura di Sant' Angelo in Gurgo. Nel 1104 su concessione del vescovo di Andria, Oesidio, gli abitanti del villaggio, guidati dal prevosto Tarquinio, si trasferirono, per motivi di sicurezza, all'interno delle solide mura normanne della città, nella zona di Sant'Andrea, dove sorge la Chiesa di San Nicola Trimodiense.
L'antico luogo di culto non fu però abbandonato e la sua custodia fu affidata ad un eremita : l'antichissima immagine della Vergine continuò ad essere oggetto di profonda venerazione. La chiesa fu abbattuta nel 1776 per dare spazio ad una nuova : di questo avvenimento resta testimonianza in un'epigrafe conservata nell'attuale santuario. Esso risale al 1901 e fu eretto con il contributo dei fedeli e del Capitolo di San Nicola; vi si venera un dipinto di fattura bizantina (XIV sec.) raffigurante il Salvatore coronato di spine legato alla colonna.
La chiesa, è a tre navate divise da pilastri in marmi policromi con basi e capitelli in marmo bianco. Il campanile è ad un piano con base e cuspide ottagonali.

Santuario della Madonna dell'Altomare. Sorge sull'antica laura detta di Santa Sofia. Il culto andriese alla Madonna dell'Altomare, si fa risalire al 1598 anno in cui si sarebbe verificato il miracolo della bambina caduta in una cisterna e che, grazie all'intervento della Madonna, raffigurata nella grotta, si salvò e fu rinvenuta dopo tre giorni di vane ricerche. L'immagine della Vergine venne denominata "dell'Altomare", perchè ritrovata sommersa nell'acqua. Da quel momento iniziò il culto della Vergine miracolosa e si provvide alla costruzione di una chiesa che assunse le dimensioni dell'attuale santuario nella seconda metà del XIX secolo dal 1875 al 1877. La facciata neoclassica è attribuita all'architetto Federico Santacroce.
Nel 1898, in occasione del terzo centenario del ritrovamento dell'immagine, si pensò di cingere con una corona d'oro il capo della Madonna. L'anno successivo, insieme alla corona, si dotò la Vergine di una rosa, della croce e del libro. La chiesa è stata oggetto di recenti restauri durante i quali sono stati evidenziati degli elementi appartenenti alla laura basiliana : una vasca circolare del diametro di 4 metri e mezzo e profonda oltre un metro. La posizione della vasca e la presenza, sulla convessità della grotta adiacente, dell'affresco di un santo vescovo, lascia pensare all'originario impianto di un luogo di culto formato da due ambiti comunicanti (un antico battistero per immersione?). Sono state trovate, inoltre,tracce di tre pilastri, di roccia tufacea, tracce della posizione originaria dell'immagine della Madonna ed il pavimento originario in coccio pesto. Il santuario ha una navata unica con le pareti in tufo, così come la laura di origine.

Santuario di S. Maria dei Miracoli. Il Santuario consta di tre chiese sovrapposte. Il soccorpo è l'antica laura (IX-X sec.) di Santa Margherita: qui nel 1576 fu ritrovata un'immagine della Madonna con il Bambino, di stile tardo bizantino, venerata dal 1580 (con bolla papale) come "Madonna dei Miracoli".
La chiesa inferiore, a tre navate senza transetto, utilizza ed ingloba come presbiterio l'antica laura di Santa Margherita dove nel 1576 fu ritrovata l'immagine della Madonna. L'altare ed il tempietto in marmo, argento e oro zecchino, antistanti l'immagine della Madonna, risalgono al 1886, dono di Francesco di Borbone, figlio di Ferdinando II. La facciata della laura è in pietra calcarea dipinta e reca nel frontone l'iscrizione del ritrovamento dell'immagine sacra.

Nelle navate laterali sono collocate tombe di vescovi e prelati. Nel '600 le pareti interne delle navate dovevano essere interamente dipinte. Recentemente è stato rinvenuto un affresco, di chiara impronta seicentesca, raffigurante il miracolo del salvataggio di S. Placido. Verso il 1872 la porta centrale della basilica inferiore, per l'accesso dalla lama, fu chiusa con la costruzione di una cappella, attualmente dedicata a San Giuseppe, per la sepoltura di mons. Jannuzzi, vescovo di Lucera.
La chiesa intermedia detta del Crocifisso ‚ è del XVII sec. l'altare e le pareti sono affrescate con figure di Profeti, Sibille e scene della passione attribuite alla bottega di Marco Pino (fine sec.XVI). Vi troviamo anche un organo del XIX secolo che era stato inserito nella facciata della laura nel 1849.

La chiesa superiore, elevata a basilica minore da Papa San Pio X, ha tre navate: la navata centrale ha un controsoffitto a cassettoni lignei ottagonali con teste di angeli e rosoni dorati su fondo azzurro (1633) ‚ è arricchita da tre tele raffiguranti la Madonna dei Miracoli, San Benedetto, Santa Scolastica. Dietro l'altare è situata una cantoria lignea intarsiata e dorata, risalente al 1644, con organo del '700. Sull'altare Maggiore, in marmi policromi, sono raffigurate le tre virtù teologali: esso proviene dall'abbattuta chiesa della SS. Trinità, annessa al convento delle Benedettine, nei pressi del Duomo. L'altare è attribuito a Marino Palmieri (1773-74). Secondo la tradizione, la chiesa superiore sarebbe una improbabile opera giovanile di Cosimo Fanzago, architetto barocco molto attivo a Napoli nella prima metà del XVII secolo.

Recenti ricerche hanno messo in forte dubbio questa tradizione che, tra l'altro, non è supportata da documentazione alcuna e non trova riscontro neppure nelle forme architettoniche dell'edificio.
Nelle navate laterali, due cappelle ( a sinistra la cappella del Crocifisso, a destra quella di San Benedetto), portano segni di un progetto di ampliamento con una doppia serie di cappelle laterali, opera rimasta incompleta.
Il portico, nella facciata principale, risale alla prima metà del XVII secolo ed ingloba elementi del precedente portico della fine del XVI secolo.
Il campanile risulta costruito, nella parte inferiore, nella seconda metà del XVIII secolo ed è stato sopraelevato in forme barocche nella prima metà di quello successivo.

Bibliografia:

P.Petrarolo, "Il Santuario di Santa Maria dei Miracoli" - Andria 1996;

N. Montepulciano, V. Zito (a cura), "La Lama di Santa Margherita e il Santuario della Madonna dei Miracoli" - San Ferdinando di Puglia, 1999.

"Andria itinerario storico culturale". A cura della Pro Loco con il patrocinio del Comune.

 

 

 



 

 

   

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